“LA NAVE SMARRITA”, L’ESORDIO LETTERARIO DI GIUSEPPE PROCOPIO

Nel pomeriggio dellโ€™11 dicembre, il Supercinema di Soverato si รจ fatto spazio narrativo e luogo dellโ€™anima, accogliendo una presentazione che ha avuto il sapore delle cose che nascono dallโ€™infanzia ma parlano anche agli adulti. รˆ qui che “La nave smarrita”, il libro scritto da Giuseppe Procopio, undici anni, รจ approdato davanti a un pubblico numeroso e attento, trasformando un evento culturale in un racconto collettivo di emozioni, talento e cura.

Giuseppe ha affrontato lโ€™incontro con lโ€™emozione naturale di chi si espone per la prima volta, ma con una compostezza sorprendente. Dopo i primi istanti, la timidezza ha lasciato spazio a una presenza scenica autentica, fatta di ascolto, sorrisi e risposte sincere. “La nave smarrita” รจ stata scritta quando il giovane autore aveva appena dieci anni, in quinta elementare, e rappresenta il primo approdo concreto della sua passione per la scrittura, coltivata nel tempo e affiancata dallโ€™amore per la lettura, il teatro e la pittura. Linguaggi diversi ma comunicanti, che contribuiscono a formare uno sguardo piรน ampio, ma pur sempre infantile, sul mondo.

Nel corso dellโ€™incontro, il dottor Giuseppe Spedicati, titolare della casa editrice La Mongolfiera, ha ricostruito il percorso che ha condotto alla pubblicazione del libro, soffermandosi non solo sul talento narrativo di Giuseppe, ma anche sul ruolo fondamentale svolto dalla famiglia. Un accompagnamento attento, capace di valorizzare gli interessi del bambino senza trasformarli in prestazioni. Centrale, nel suo intervento, il richiamo alla lettura come strumento irrinunciabile per la formazione di un pensiero critico autonomo, ma anche come nutrimento profondo per la mente e per lโ€™anima.

A offrire uno sguardo intimo e affettuoso sul bambino e sullโ€™alunno รจ stata Teresa Romeo, zia di Giuseppe e titolare dellโ€™asilo Caramella, realtร  educativa alla quale il protagonista ha voluto rivolgere un ringraziamento nel libro per averlo avvicinato al teatro. La Maestra Teresa ha raccontato un Giuseppe da sempre curioso, vivace, profondamente partecipe a ogni attivitร  proposta, un bambino animato da interessi molteplici e da una curiositร  mai passiva. Poi, in una riflessione condivisa con i presenti, ha toccato un punto cruciale ricordando che ogni bambino possiede talenti innati, ma รจ fondamentale che la famiglia sappia riconoscerli e sostenerli.

Scuola e societร  completano il percorso, ma la base autentica resta lโ€™ambiente familiare.

Infine, lโ€™intervento di Giuseppe. Quando ha raccontato la nascita de “La nave smarrita”, il pubblico ha percepito con chiarezza lโ€™origine profonda del suo immaginario. Ha ricordato che giร  a quattro anni, prima ancora di saper leggere, prendeva i libri, osservava le immagini e da lรฌ costruiva storie complete, affidandosi allโ€™intuizione e alla fantasia. Ma il momento piรน intenso รจ arrivato con una definizione tanto semplice quanto potente: per lui la scrittura รจ libertร ! Libertร  di esprimere emozioni, stati dโ€™animo e sogni senza il timore del giudizio. Una dichiarazione che ha restituito tutta la maturitร  emotiva di un bambino capace di dare parole al proprio mondo interiore.

A rendere ancora piรน autentico il suo racconto, รจ stata la naturalezza con cui Giuseppe ha mostrato di abitare pienamente la sua etร . La simpatia spontanea, il sorriso aperto, lโ€™ammissione, accolta con affetto dalla platea, di amare anche la PlayStation. Un equilibrio raro tra consapevolezza e leggerezza, tra profonditร  e gioco. Non a caso, il suo intervento si รจ chiuso con un invito diretto ai coetanei a leggere, perchรฉ leggere รจ meraviglioso. Ma non prima di aver fatto salire sul palco i suoi tre amici piรน cari, un gesto semplice e potente, che ha confermato lโ€™immagine di un ragazzino genuino e spensierato, come la sua etร  pretende.

Quello vissuto a Soverato รจ stato, a tutti gli effetti, un pomeriggio significativo. Non solo la presentazione di unโ€™opera prima, ma un momento di riflessione collettiva sul senso dellโ€™educare, dellโ€™ascoltare e del credere nei percorsi dei propri figli.

Perchรฉ, a volte, sono proprio le navi che sembrano smarrite a indicarci con maggiore chiarezza la direzione da seguire.