RESPIRATERRA, LA TERRA DI UN PADRE E IL FUTURO DI UN BORGO

Il 10 e lโ€™11 ottobre 2026 la ๐—•๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ ๐—ฆ๐˜๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ torna a Badolato con ๐—ง๐—ฟ๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ณ๐—ผ๐—ฟ๐—บ๐—ฎ. ๐— ๐˜‚๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—น๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒยป, la sezione che, fra lโ€™orto dโ€™arte RespiraTerra e il borgo, mette in relazione opere, paesaggio e vita delle comunitร .

Il percorso espositivo apre una riflessione sul destino dei piccoli centri e sulle condizioni che possono consentire a chi li abita di continuare a farlo. A dare forma a questo incontro รจ lโ€™architetto Pasquale Piroso, che porta nel progetto una storia familiare segnata dallโ€™emigrazione e da un legame con la terra rimasto saldo attraverso le generazioni. Il padre aveva acquistato quel terreno sulla costa ionica dopo anni di lavoro in Australia. Lo aveva coltivato a lungo e, quando divenne edificabile, ne fu dispiaciuto. Nella sua reazione, Piroso riconosce ancora oggi il valore attribuito a un bene che custodiva il sacrificio di una famiglia.

Lโ€™orto dโ€™arte nasce anche dalla volontร  di proseguire quella cura, cercando nella cultura una possibilitร  di futuro per il luogo.

“๐‘…๐‘’๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘›๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘œ๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘๐‘’๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘“๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’”, racconta, osservando da architetto lo squilibrio fra la quantitร  di costruzioni cresciute lungo la costa e il numero di persone che effettivamente le abitano. La decisione di preservare il terreno incontra anche la passione per lโ€™arte coltivata fin da ragazzo, divenuta poi parte integrante della professione. “๐‘๐‘’๐‘– ๐‘š๐‘–๐‘’๐‘– ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘”๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘ก๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘ก๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘Ž ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’”, spiega. Scultura, pittura e performance entrano nei suoi progetti come parte del pensiero architettonico, in una ricerca della bellezza che considera le due discipline inseparabili.

Le relazioni maturate a Roma, dove vive dal 1982, gli permettono di coinvolgere artisti di fama internazionale e di invitarli in residenza nella propria terra. Infatti, il legame con la ๐—•๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ ๐—ฆ๐˜๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ si costruisce fin dalla prima edizione, attraverso il dialogo con lโ€™architetto Alfonso Femia, che lo coinvolge nella manifestazione e lo incoraggia a sviluppare il rapporto fra arte e architettura. Non solo. รˆ Luigi Ontani a suggerire il nome RespiraTerra, interpretando la vitalitร  di quel paesaggio. “๐ฟ๐‘ข๐‘– ๐‘ ๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž”, ricorda Piroso.

Ed รจ da quellโ€™intuizione che prende forma il progetto di residenze per artisti fra lโ€™aranceto e lโ€™uliveto, presentato alla Biennale del 2022. Nellโ€™edizione successiva, il confronto con Femia e la dimensione itinerante assunta dalla manifestazione portano la Biennale a Badolato, coinvolgendo anche il borgo.

La scelta di immaginare le residenze fra gli alberi chiarisce il rapporto che Piroso cerca fra pratica artistica e paesaggio. Abitare un luogo significa avere il tempo di osservarne i mutamenti, conoscerne i ritmi, entrare in contatto con chi se ne prende cura. In questa prospettiva, lโ€™incontro con lโ€™arte riguarda anche la capacitร  di riconoscere ciรฒ che un territorio puรฒ esprimere e di farne unโ€™esperienza condivisa. La presenza delle opere si lega cosรฌ alla vita di uno spazio, anche quando conserva la propria vocazione agricola.

Su questo rapporto si innesta il tema delle mutazioni, che nellโ€™edizione 2026 invita a interrogare le trasformazioni contemporanee e lโ€™accelerazione impressa dalla tecnologia e dallโ€™intelligenza artificiale. Piroso richiama con forza la necessitร  di concedersi il tempo della riflessione, “๐ต๐‘–๐‘ ๐‘œ๐‘”๐‘›๐‘Ž ๐‘ข๐‘› ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘œ ๐‘“๐‘’๐‘Ÿ๐‘š๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ ๐‘– ๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘‘๐‘œ. ๐ธ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘– ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘– ๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘– ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘™๐‘’ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘’”.

A quarantโ€™anni dalla provocazione di ยซBadolato paese in venditaยป, la questione assume un significato preciso. Riguarda lo spopolamento, la possibilitร  di tornare e le condizioni necessarie a costruire una quotidianitร  nei borghi. “๐ธฬ€ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘Ž ๐‘’ฬ€ ๐‘–๐‘™ ๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘š๐‘œ, ๐‘š๐‘Ž ๐‘’ฬ€ ๐‘Ž๐‘›๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘– ๐‘–๐‘™ ๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘š๐‘œ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘š๐‘Ž ๐‘ ๐‘’ ๐‘›๐‘’ ๐‘ฃ๐‘Ž!”. La continuitร  della vita dei paesi richiede un impegno che attraversi anche i mesi meno frequentati perchรจ “๐ท๐‘œ๐‘๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘”โ„Ž๐‘–, ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘–, ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ฃ๐‘–๐‘ฃ๐‘–”.

Alla Biennale affida perciรฒ il compito di portare professionisti e istituzioni a confrontarsi su questi bisogni, ยซ๐‘–๐‘› ๐‘š๐‘œ๐‘‘๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘– ๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”โ„Ž๐‘– ๐‘ ๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘–ยป. Nel suo ragionamento, gli spazi culturali e le infrastrutture appartengono alla stessa discussione sulle possibilitร  di abitare il territorio, che comprende il borgo e ciรฒ che gli sta intorno. Il confronto con il MABOS, Museo dโ€™Arte del Bosco della Sila, porta nella discussione unโ€™altra esperienza calabrese in cui le opere abitano un ambiente naturale. Lโ€™ambizione รจ incoraggiare altre iniziative e sostenere chi torna o sceglie di restare in Calabria, investendovi competenze e lavoro. “๐ผ๐‘™ ๐‘š๐‘–๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ ๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘’ฬ€ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘…๐‘’๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’, ๐‘š๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘š๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘– ๐‘Ž๐‘™๐‘ก๐‘Ÿ๐‘– ๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”โ„Ž๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘›๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘…๐‘’๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž”.

Nellโ€™orto dโ€™arte, questa visione conserva un riferimento concreto nel lavoro della terra. “๐ผ๐‘› ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘“๐‘Ž๐‘๐‘๐‘–๐‘œ ๐‘™โ€™๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘œ”, dice Piroso, che per quello stesso spazio immagina un futuro pieno dโ€™arte. La coltivazione e la ricerca artistica concorrono al senso del progetto e al messaggio che vorrebbe lasciare ai visitatori. “๐ถ๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘–๐‘œ๐‘ ๐‘– ๐‘’ฬ€ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘ฃ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘’๐‘– ๐‘™๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’, ๐‘“๐‘Ž๐‘Ÿ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘ข๐‘›๐‘ž๐‘ข๐‘’ ๐‘ ๐‘– ๐‘๐‘ข๐‘œฬ€ ๐‘“๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’”.

Il rapporto con la comunitร  prende forma anche nelle esperienze educative. Piroso racconta di un laboratorio che, alcuni mesi fa, ha portato a RespiraTerra i bambini delle scuole elementari. Hanno dipinto, incontrato lโ€™arte e lasciato messaggi nei quali esprimevano emozioni e speranze. รˆ un episodio che dร  concretezza alla possibilitร  di proseguire il rapporto con le opere oltre le giornate della mostra, rendendolo familiare a chi cresce in questi luoghi.

Alle nuove generazioni guarda soprattutto l’architetto calabrese quando immagina ciรฒ che RespiraTerra potrร  diventare. “๐น๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘Ž ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘’ฬ€ ๐‘‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘Ž, ๐‘‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘Ž ๐‘–๐‘› ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘œ ๐‘š๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘’ฬ€ ๐‘๐‘œ๐‘๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ ๐‘–๐‘‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž”.

Lโ€™ereditร  del padre acquista cosรฌ una destinazione collettiva. Le relazioni costruite altrove alimentano a Badolato incontri, progetti di residenza e occasioni di formazione, mettendo a disposizione della comunitร  esperienze che possono aprire nuove possibilitร . La scommessa di RespiraTerra รจ che la cura di ciรฒ che si รจ ricevuto possa incidere sulla libertร  di scelta di chi viene dopo. Nel luogo custodito da un uomo che era stato costretto a partire, il figlio prova a rendere piรน praticabile la scelta di restare.

Il ๐Ÿญ๐Ÿฌ ๐—ฒ ๐—นโ€™๐Ÿญ๐Ÿญ ๐—ผ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ, lโ€™invito รจ a visitare ยซ๐—ง๐—ฟ๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ณ๐—ผ๐—ฟ๐—บ๐—ฎ. ๐— ๐˜‚๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—น๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒยป, fra lโ€™orto dโ€™arte RespiraTerra e il borgo di Badolato. Percorrere la mostra significa incontrare le opere nel paesaggio che le accoglie e scoprire, anche nei luoghi piรน familiari, possibilitร  che uno sguardo abituato rischia di non vedere.

Lorena Pallotta per Davoli Zone – Portale dello Jonio