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Al Teatro del Grillo, Silvana Luppino e le partecipanti a ๐ฟโ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ raccontano una ricerca che intreccia creazione scenica, ascolto e relazione con il territorio.
Silvana Luppino, attrice e cofondatrice del Teatro Primo di Villa San Giovanni, racconta il proprio mestiere attraverso lโattenzione a ciรฒ che puรฒ ancora rivelarsi: il significato di un suono, la relazione fra voce e corpo, una diversa prospettiva sullo spettacolo. Al Teatro del Grillo, la residenza artistica ๐ฟโ๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐ ๐ ๐ e il laboratorio ๐ฟโ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ riuniscono questi aspetti della sua attivitร , intrecciando la creazione scenica con il confronto fra sensibilitร ed esperienze differenti.
โ๐๐๐ ๐๐๐ ๐ฬ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ง๐. ๐ธฬ ๐ข๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐ ๐ ๐๐๐ ๐โ, spiega lโattrice, che trova nel tempo dedicato ai particolari lo spazio โ๐๐๐ ๐๐ฃ๐๐๐ ๐๐ข๐๐ ๐๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐โ, mentre le scadenze della produzione impongono spesso ritmi piรน serrati. Da questa condizione nasce anche la libertร di riconsiderare quanto giร costruito: โ๐ด๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ ๐โ๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐. ๐ด๐๐โ๐ ๐ก๐๐๐ก๐โ.
La stessa cura accompagna la costruzione delle figure femminili attraverso cui lo spettacolo avvicina Leonida Repaci, scrittore e giornalista nato a Palmi, tra i fondatori del Premio Viareggio. La madre, la sorella e la moglie sono le presenze delle quali Luppino cerca un ritratto fedele, soffermandosi soprattutto sul vincolo coniugale e sulla reciprocitร che lo attraversa. Nel suo racconto, il primo buongiorno scambiato a Milano, il 13 giugno 1923, segna lโinizio di una vita condivisa, โ๐๐ข๐ก๐ก๐ ๐ ๐๐ข๐ ๐ ๐๐๐ ๐ ๐ก๐๐ก๐ ๐โ๐ข๐๐ ๐๐๐ ๐โ๐๐๐ก๐๐โ, sottolinea. โ๐๐๐ ๐๐ก๐ก๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ฟ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐โ. Poi, accanto ai legami familiari compaiono altri due personaggi, unโanarchica realmente esistita e una fascista.
Dalla veritร dei personaggi il discorso torna alla materia attraverso cui prendono voce, fino a raccogliersi in una formulazione essenziale: โ๐ท๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ฬ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐โ. Nel laboratorio, aperto anche a chi si avvicina per la prima volta alla pratica teatrale, lโobiettivo dichiarato รจ โ๐๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐ข๐๐๐, ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ข๐ ๐๐ก๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐, ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐โ. Unโintenzione che conserva la misura del tentativo, come precisa Luppino.
Per dare forma a questo proposito, lโattrice parte dalle vocali, accostando alla loro articolazione sonora una riflessione sul โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐ก๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐โ. La proposta trova riscontro nelle parole di chi ha frequentato il laboratorio.
Anna, attrice impegnata anche nella formazione teatrale dei bambini, che ne ricava anzitutto โ๐โ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐ฬ ๐๐ข๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ก๐๐ฃ๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐โ. ร uno spunto da riportare nel mestiere, quando un testo viene studiato e memorizzato, riflettendo โ๐ ๐ข๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐, ๐ ๐ข๐๐โ๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐ง๐ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐ฃ๐ ๐ ๐ก๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ข๐๐๐โ, fino a poter โ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐โ.
Sullo stesso terreno si colloca Rosy, giornalista: โ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ โ๐ ๐๐ ๐ ๐ฬ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐. ๐๐ โ๐ ๐๐๐ก๐ข๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก๐โ.
Se per Anna lโindagine torna a incontrare il testo da portare in scena, nella sua testimonianza Annamaria, pedagogista, si sofferma sulle affinitร riconosciute fra le espressioni dei partecipanti, pur senza che ne abbiano parlato prima. La chiusura della U รจ uno dei riferimenti con cui descrive quanto vissuto: โ๐ด๐๐๐๐๐๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐๐ขฬ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐ก๐๐ ๐ ๐ ๐๐๐๐โ, osserva, riportando lโattenzione su โ๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ก๐๐ฃ๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐ก๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐โ. Alla consapevolezza di aver fatto parte di un gruppo sinergico e partecipativo si affiancano le parole di Luppino, che alla domanda su che cosa il laboratorio restituisca a lei risponde: โ๐๐ข๐ก๐ก๐! ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐๐๐โ.
ร nella relazione fra linguaggio, corporeitร ed esperienza collettiva che si puรฒ riconoscere il valore antropologico di questa pratica, mentre la sua dimensione comunitaria acquista consistenza nella continuitร della partecipazione. Lo testimonia Rosy, che frequenta i laboratori da diversi anni e rievoca un precedente incontro proprio con Silvana Luppino: โ๐๐ข๐๐ก๐ก๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐ฬ ๐๐๐ข๐ ๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ข๐๐ ๐๐๐๐โ๐, ๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐. ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐ ๐๐๐ ๐บ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐โ๐ ๐๐๐๐ ๐๐ก๐ก๐๐ฃ๐๐ก๐ฬ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ง๐ง๐โ. Unโaffermazione che dร la misura di una consuetudine attraverso cui il teatro radica la propria presenza sul territorio, offrendo occasioni per conoscere la scena, attraversarla in prima persona e trovare le parole con cui raccontarla.
Il lavoro maturato durante la residenza si apre al pubblico con ๐ณโ๐๐๐ ๐๐๐ ๐น๐๐๐๐, lo spettacolo di restituzione in programma il 7 ๐ต๐๐๐๐๐๐๐ al ๐ป๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐ฎ๐๐๐๐๐.
Lorena Pallotta per Davoli Zone – Portale dello Jonio
